Pina Morlino

Pina Morlino è un'artista informale che in ogni suo lavoro sembra però trarre ninfa e ispirazione dalla natura e dalla storia dell'uomo. 
Le sue opere, infatti, hanno i colori caldi della terra; i marroni, gli azzurri e i gialli si alternano così creando un grande equilibrio compositivo. 
Inoltre, vi sono atri due elementi che appaiono fondamentali nei suoi lavori: il primo riguarda la forma e il secondo i titoli. 
In ogni tela sembra quasi di scorgere racconti del passato, forme che rimandano ai ritrovamenti archeologici ed è così che l'osservazione di ogni opera diventa un viaggio. Un lungo viaggio nel passato e nella storia dell'uomo, dove lo spettatore ammira ritrovamenti di fossili o utensili. È poi l'immaginazione dello spettatore stesso a completare la visione dell'opera e in questo modo la mente creatrice di Pina Morlino si fonde con la mente dello spettatore, portato a immaginare liberamente forme e storie. Le opere di Pina Morlino toccano le corde più profonde dell'anima dello spettatore e lo portano in un mondo lontano nel tempo ma vicino nelle emozioni, dai colori caldi e con forti rimandi alla terra. La natura, infatti, è al centro della vita dell'uomo come delle opere di Pina Morlino, perché è nella natura che l'uomo vive e ritrova sé stesso. 
Infine, i titoli delle opere dell'artista appaiono significativi, ritorna sempre la parola “Frammento” proprio a ricordarci il frammento di un reperto archeologico e di un pezzo del passato, in grado di narrare la vita dell'uomo.
Le opere di Pina Morlino sono così informali ma figurative allo stesso tempo, perché capaci di narrare storie e portare la mente dello spettatore a immaginare forme e racconti di un passato lontano. Un passato che porta a riflettere chi osserva le opere sul senso della vita, sulle emozioni e sul mondo contemporanea. Sono così opere capaci di parlare all'anima di chi le osserva, porre interrogativi o svelare risposte. 
 
1 Ci racconti della sua formazione…
Ho sempre desiderato dipingere e quando finalmente sono riuscita a prendermi uno spazio tutto mio ho cominciato a dipingere in modo continuo. Dietro suggerimento dell’artista Sergio Gagliolo mi sono iscritta a una scuola serale, era l’anno 1973, sotto la guida del maestro fondatore Giuseppe Balbo. Il maestro non mi ha dato solo nozioni sulla pittura, ma mi anche insegnato a guardare la pittura consigliandomi di andare a vedere le mostre di grandi artisti e leggere molti libri d’arte.
 
2 Mi ha colpita molto anche la sua carica da direttrice di scuola d'arte, ce ne parli meglio…
In 20 anni sono passata da allieva a socia, perché nel frattempo la scuola era diventata un’associazione dove oltre all’insegnamento si organizzavano e si organizzano ancora mostre nella nostra galleria ed eventi artistici per conto del Comune di Bordighera. Nel 1993 vengo eletta presidente dell’associazione e dopo 10 anni mi sono dimessa per l’esigenza che sentivo di dedicarmi solo al mio lavoro. Dopo 5 anni vengo rieletta e sono andata avanti fino ad aprile del 2019 e mi sono di nuovo dimessa sempre per lo stesso motivo.
 
3 Si rifà a maestri del passato?
No non mi rifaccio a nessun artista del passato e neanche contemporaneo, ciò non di meno ho dei grandi amori per esempio Sironi, Burri, Cezanne, Tapies , Picasso e Kiefer. Amo anche alcuni artisti russi dell’avanguardia storica e per quanto riguarda gli artisti storici prima dell’ottocento mi piacciono tutti con qualche eccezione.
 
4 Nelle sue opere leggo molto l'archeologia, quanto questa e la storia dell'uomo influenza le sue opere?
Mi piace l’archeologia, ma la mia ricerca non si rivolge al manufatto dell’uomo bensì al lavoro della natura che si evolve o che rimane apparentemente immobile, eterna vedi le rocce, le montagne, gli anfratti.
 
5 Come nascono i suoi lavori?
Ho fatto moltissime foto degli argomenti che mi interessano, passo alla selezione e quindi lavoro. Inizio sulla tela con il disegno a carboncino che poi spolvero lasciando una leggera traccia. Procedo col colore acrilico con un tono intermedio per poi aggiungere i chiari e gli scuri. Sembra semplice se uno si accontenta, ma per me non è così e intervengo finché non sono soddisfatta.
 
6 Nelle sue tele leggo il passato dell'uomo, come dei reperti archeologici…
Può essere e penso sia dovuto alle forme e anche ai colori perché sono classici, non sono appariscenti, sono pensati, direi vissuti.
 
7 Per lo spettatore sono così un viaggio nel passato…
Il mio desiderio è che chi guarda i miei quadri non esaurisca la propria curiosità e la propria emozione nella prima visione. Ogni volta che lo si guarda si deve notare qualcosa che gli è sfuggita o che ha dimenticato.
 
8 Anche il colore è fondamentale, richiama la terra…
E’ inevitabile dipingendo la natura. I miei colori sono il nero, tutta la gamma dei grigi fino arrivare al bianco, le ocre, i rossi terrosi soprattutto quello di Pozzuoli……..
 
9 Quanto l'equilibro di forme e colori è importante nei suoi lavori?
E’ importantissimo, è tutto lì. E’ un pò un mistero come ci si arrivi, ma penso che l’esperienza centri qualcosa. Nella mia preparazione c’è anche la lettura dei testi di Marangoni “Saper vedere”.
 
10 Anche i titoli sono fondamentali, come mai la scelta di “Frammento”?
Perché è un frammento, una piccola parte di qualcosa più grande per rimanere terra terra, ma potrei dire anche che i miei lavori sono pregni di me e ognuno non è che una piccola parte di me, della mia vita.
 
11 Le sue opere sono narrazione, raccontano storie… e così la sua immaginazione si fonde con quella dello spettatore portato a completare le immagini…
E’ vero, mi è capitato spesso di avere un idea di ciò che rappresentava un mio quadro e sentire durante una mostra che i visitatori facessero delle congetture su cosa poteva rappresentare e ognuno diceva la sua. Non ho disdetto è giusto che sia così.
 
12 Sono quindi opere aperte all'immaginazione, alla visione e al racconto… 
Ma si. Si parte da un figurativo che poco per volta diventa un’altra cosa e quindi ci sta che lo spettatore elabori una sua sensazione perché anche lui è guidato dal suo background.
 
13 Realizza anche altri cicli?
Certo. In questo periodo sto lavorando a composizioni con toni caldi alla ricerca della luce. I soggetti sono rocce e pietre.
 
14 Quali sono state per lei le mostre più importanti a cui ha partecipato? 
Dunque la mia prima personale non la posso dimenticare perché mi hanno presentata lo scrittore Francesco Biamonti, amante dell’arte in particolare la pittura, e il poeta Massimo Cavalli. E’ stata una mostra fortunata perché grazie a Biamonti ho avuto l’onore di avere come visitatore Ennio Morlotti suo amico. La mostra “Linfe” è importante perché anche questa volta sono stata presentata in catalogo, come prima, dallo storico dell’arte Prof. Fulvio Cervini, docente all’Università di Firenze in Storia dell’arte medioevale, e dall’artista Sergio Gagliolo. L’ultima in ordine cronologica è la mostra “Frammenti” tenuta 2 anni fa a Gravina in Puglia, mio paese natale, dove sono stata accolta molto bene e ospitata nel museo civico archeologico, il catalogo era corredato dal testo critico della Gallerista Gioia Quiquaro della galleria “La Mongolfiera” di Sanremo. Mostre personali ne ho fatte poche perché come mi ha definito un amico sono “molto rigorosa” e ci metto molto tempo a decidere.

15 Le sue opere rimandano al passato, sono come dei viaggi della storia, viaggiare e scoprire il mondo sono per lei fondamentali per la creazione?
Viaggiare è bellissimo e molto utile per crescere. I miei viaggi sono sempre stati di studio, nel senso che si andava per musei mostre e visite a monumenti e chiese. Per il mio lavoro ho bisogno di solitudine, di concentrazione e l’unico diversivo è la musica che mi accompagna, quasi esclusivamente musica classica o Jazz.
 
16 In che tipo di case immagina collocate le sue opere?
Vorrei che le mie opere andassero nelle case di amanti dell’arte, questo sarebbe già soddisfacente.
 
17 Realizza anche opere su misura? Magari legate a un ricordo o a un viaggio di un collezionista?
Per quanto riguarda le dimensioni mi adeguo a qualsiasi misura, mi rimane un po’ complicato immedesimarmi nell’esperienza del collezionista.
 
18 Quali mostre future realizzerà?
In cantiere ci sarebbero due mostre, la prima nella galleria di Sanremo e l’altra vicino a Brescia, ma grazie al COVID 19 non possiamo decidere perché non avrebbe senso farla ora che la gente ha altro da pensare e poi c’è il rischio che sia poco visitata.
 
19 Infine, cos'è per lei l'arte contemporanea?
L’arte contemporanea è una cosa difficilissima da definire e ognuno ha una sua idea. Per me l’arte contemporanea potrebbe essere l’arte che si fa ora con una visione personale, unica, originale. Ormai è stato fatto tutto ed ora è sempre un scimmiottare qualcosa di già fatto, perciò vale la pena di tentare una strada come dicevo di visione personale, qualunque sia il genere, vedi l’astratto il figurativo, l’informale, la scultura, l’installazione ecc...


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