Intervista a Cesare De Toni

1 Ci parli della sua formazione…
Liceo artistico, un anno facoltà di ingegneria, due anni facoltà di architettura a Venezia.
Nel 1972 ho elaborato uno stile pittorico chiamato “ Il Curvismo”, figure, oggetti, natura morta ecc.. spezzate da linee curve non ricongiungibili: è come guardare le cose tramite uno specchio rotto.
 
2 C’è qualche artista del passato che ha influenzato il suo lavoro?
Ho sempre guardato con ammirazione i grandi del passato, ma 
In quello che sto realizzando oggi non ho avuto nessuna influenza dei grandi maestri, la mia arte odierna è trascendentale. 
 
3 Le sue opere si rifanno all’arte astratta, una delle più importanti Avanguardie storiche del Novecento…
No, le mie opere non si rifanno alle Avanguardie storiche dell’arte astratta del Novecento, se mai potrei pensare ad una evoluzione: le mie ultime opere hanno una progettazione completamente diversa dall’arte astratta del Novecento, è una materializzazione di un ragionamento matematico progressivo che si trasforma in percezione.
 
4 Ci racconti la sua tecnica: i lavori nascono da lunghi progetti oppure direttamente sulla tela?
I miei lavori nascono da un lungo progetto: pensiero, schizzo, primo disegno, disegno in scala e trasporto del disegno sulla tela in fine l’esecuzione coloristica.
 
5 Il disegno è una componente fondamentale di ogni lavoro, dove appaiono linee stilizzate ma in grado di creare forme quasi concentriche…  
Si, come ho già detto precedentemente il disegno è una componente fondamentale di ogni lavoro: le forme quasi concentriche vengono ricavate dal numero aureo: “ il tutto sta nella parte come la parte sta al rimanente”.
 
6 Sono linee molto dinamiche, capaci di creare quasi dei vortici all’interno del dipinto e di portare lo sguardo dello spettatore a ribalzare da un punto all’altro della tela…
Questo è il dinamismo che sto cercando di realizzare tramite il concetto matematico applicando la successione di Fibonacci e il numero aureo.
 
7 Anche il colore è una parte centrale del lavoro… 
Il colore è integrale e parte essenziale come il disegno: nel Rinascimento si diceva che i veneziani disegnavano con il colore mentre i fiorentini coloravano con li disegno, mi è sempre piaciuto unire questi due modi di operare nella pittura.
 
8 Come sceglie il colore? Ha anche una componente emotiva?
Le mie emozioni coloristiche sono guidate da uno studio cromatico.
 
9 Mi compiscono molto gli sfondi monocromi, su cui poi si costruisce tutto il disegno…
Non è così. Sulla tela bianca prima di ogni cosa viene costruito il disegno, poi si dipinge la superficie monocroma, i piani non sono sovrapposti ma formano un corpo unico.
 
10 E’ come se l’essenza fosse alla base dei suoi colori: l’essenza del colore, l’essenza del disegno o l’essenza della forma… e da questa quasi semplicità nascono poi lavori con una grande forza espressiva e dinamica…
L’essenza è la base del mio lavoro: colori, disegni e forme:  “essenza ciò per cui una certa cosa è quello che è, e non un’altra cosa … Aristotele”.
La mia ricerca pittorica è basata sulla sezione aurea con applicazione del metodo matematico della successione di Fibonacci per costruire la composizione dell’opera.
I miei dipinti sono bidimensionali senza volumi, assenza di chiaroscuro, e grazie a questa esecuzione pittorica le forme acquistano forme espressive decisive e un proprio dinamismo.
 
11 Vedo anche molta idea progettuale nell’opera… come se il disegno costruisse e definisse lo spazio… 
Il numero delle linee curve seguono la successione di Fibonacci: 3, 5, 8, 13, 21, ecc
Il numero aureo viene applicato alla proporzione tra lato della tela e il disegno per definire il diametro delle linee curve. 
 
12 Lavora anche su altri cicli?
Si, progetto di riportare le linee curve in scultura tridimensionale.
 
13 Ha nuovi lavori in programma? Magari di diverso genere?
No, perché quello che sto dipingendo mi prende tutto il tempo.
 
14 Quali sono state le sue mostre più importanti?
N°2 mostre a Cagliari negli anni 70 (due opere acquistate dalla Regione Sarda le cui opere sono nella Galleria della Regione Sarda), poi negli anni 80: due mostre a Vicenza, due a Mestre – Venezia, una a Treviso, una a Canne, nei primi anni 90 una mostra a Milano ( con la pubblicazione di due pagine sul Bolaffi arte).
 
15 Mostre future in programma o magari a cui vorrebbe partecipare?
Sto progettando una mostra nella città metropolitana di Venezia e una collettiva a fine 2021 a Luxemburgo.
 
16 Io immagino le sue opere in casa molto moderne… con arredamenti minimal… sono opere capaci di dialogare con l’architettura e di definire lo spazio… come immagina collocati i suoi lavori?
La gente troverà sicuramente dove appendere i miei lavori acquistati, non fa differenza se è un  arredamento minimalista o una villa d’epoca, le mie opere hanno una forza trascendentale.
 
17 Ha un certo tipo di target di clientela?
La mia clientela è disomogenea, ho venduto e sto vendendo quadri a persone: industriali, liberi professionisti, artigiani e anche a gente comune.
 
18 Come definirebbe in poche parole la sua poetica a un collezionista… 
Come ho ripetuto più volte la mia arte è trascendentale, molte persone sono diventate collezionisti guardando le mie opere riconoscendo in esse il dinamismo che sprigionano e la luce dei colori che vibrano. 
L’originalità delle mie opere trasmette alle persone un messaggio vitale ed ottimistico in grado di coinvolgere i sensi, l’animo e la mente.


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